domenica 20 marzo 2022

Il mio fiore: Il Loto

 Il Loto è il fiore che ho sempre scelto nella mia vita, come rappresentazione di me.

Loto bianco

Mi piace la coniugazione di fango e fiore, che si eleva dal fango per diventare uno splendido fiore, a pelo d'acqua, che è il mio elemento. 


Il valore degli “ultimi” secondo Fabrizio De André

Ci sono canzoni che, per la forza del loro messaggio e la bellezza delle loro immagini, possono essere considerate al pari di poesie. Fra di esse, non possiamo che annoverare i testi di uno dei più grandi cantautori italiani, Fabrizio De André. Oggi, in particolare, la nostra riflessione ha inizio da una frase del cantautore genovese, nato il 18 febbraio 1940 e scomparso l’11 gennaio 1999, tratta dal celebre pezzo “Via del Campo“.


Dal letame nascono i fiori

Nelle canzoni di Fabrizio De André, “gli ultimi” assurgono spesso a simboli di purezza, in contrasto con i borghesi benpensanti, ritratti come figure piatte e sterile. Protagonista di “Via del Campo” è, infatti, una prostituta, che De André dipinge in tutta la sua sacra bellezza. I diamanti, simbolo di una bellezza priva di vita, rappresentano invece il lusso di una borghesia priva di umanità. Mentre, canta Fabrizio De André, dal letame nascono i fiori. Per dire che è nelle cose considerate più infime e basse che talvolta si cela il segreto della vita. 

Via del Campo c’è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.

Via del Campo c’è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina
.
Via del Campo c’è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano

e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.

Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.

Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior

dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior. 

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"come il fiore di loto che nasce dal fango, dobbiamo onorare la parte più oscura di noi stessi e la più dolorosa delle esperienze della nostra vita, perché sono ciò che ci permette di far nascere il nostro sé più bello."
Questo non per dire o paragonarmi ad una prostituta, perchè è un mestiere che non mi appartiene, non giudico e condanno chi lo fa, ma non è mai stato qualcosa da me contemplato come mestiere possibile, avendo vissuto quello che ho vissuto e considerando la mia dignità di donna come una cosa sacra, non sarei capace di vendere il mio corpo per denaro. Sebbene forse lo abbia barattato incoscientemente per solitudine o altro, in nome di un amore che provavo solo io. Ma mi sono sempre considerata "una degli ultimi", "una nessuno" non perchè mi considero una nullità, anzi, ma perchè di fronte alla grandiosità di Dio e di suo Figlio Gesù io sono proprio una nessuno, imperfetta e erronea (una che commette sempre errori).E so che "GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI", e sebbene, anche in questa vita, io possa primeggiare ed essere prima, ho deciso di stare fra gli ultimi e di condividerne il destino.Purtroppo ho ancora questa natura da leader che ogni tanto salta fuori e ruggisce come una tigre che non teme nessuno, ma cerco di dominarla e di sottometterla, la chiudo in gabbia e le dico "zitta e buona", le insegno una buona dose di umiltà, di sopportazione e di pazienza.Chi vive dominato dalle proprie passioni non è libero come crede.



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